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COMUNICATO STAMPA
Cultura. Sicilia: Percorsi di archeologia nel nome di Sebastiano Tusa, il programma

Palermo, 25 ottobre 2021. Da giovedì 4 novembre 2021, al Museo archeologico regionale Antonino Salinas, si svolgerà l’atteso “Percorsi di archeologia nella Sicilia occidentale Sebastiano Tusa in memoriam (1952-2019)”, il convegno internazionale di archeologia che la Fondazione Ignazio Buttitta dedica alla figura di Sebastiano Tusa con il sostegno del  BCIF, in collaborazione con il Dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo e il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas e con il patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana. Un’orma profonda e indelebile, quella di Sebastiano Tusa, la cui poliedrica attività si è esplicitata in decine di scavi e di ricognizioni, oltre che nella sua duplice attività di funzionario degli enti di tutela e di docente universitario.
Dopo i saluti inaugurali, previsti alle 9.30, e la prolusione di Dario Palermo, Massimo Cultraro, Aurelio Burgio, il palinsesto di interventi prevede tre giorni di importanti contributi che permettono all’evento di assumere due significati di grande valore. Anzitutto, l’opera di Tusa contribuì alla ricerca sul Mediterraneo con metodi e risultati che oggi sono al centro di ogni riflessione nell’orizzonte complesso della scena archeologica e storica internazionale. In secondo luogo, ma non meno importante, il ricordo vivo di Tusa attraverso un convegno internazionale offre la possibilità di indagare ancora il legame tra parola, archeologia e presente, rapporto da cui nasce una forte consapevolezza sul come progettare il futuro.
Il programma si presenta eterogeneo per tipologia di appuntamenti, con intellettuali, figure di spicco della scena internazionale che brillano per competenza e profondità di conoscenza dell’archeologia e della storia.
Per le informazioni, rivolgersi alla Fondazione Ignazio Buttitta ai numeri 091 7026433 / 339 1852655 / 333 2188325. Prenotazione obbligatoria al n. 328 5678119. Green Pass obbligatorio.
Il convegno si conclude il 6 novembre con la proiezione del documentario Sulle orme di Sebastiano di Nicola Ferrari (Italia 2021) e l’assegnazione delle borse di studio “Sebastiano Tusa per la ricerca archeologica”. Le conclusioni sono affidate a Oscar Belvedere.

A seguire programma del convegno.

Informazioni
Fondazione Ignazio Buttitta – tel. 091 7026433 – 339 1852655
fondazione.buttitta@yahoo.it
www.fondazioneignaziobuttitta.org

Per la stampa: Antonella Folgheretti – 3297408592
afolgheretti@gmail.com

Percorsi di archeologia nella Sicilia occidentale
Sebastiano Tusa in memoriam (1952-2019)
Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas, 4 > 6 novembre 2021

Giovedì 04 novembre
0re 9.30
Saluti inaugurali

Ore 11.30
Prolusione
Dario Palermo, Massimo Cultraro, Aurelio Burgio, Ricordo di Sebastiano Tusa

Ore 15.00
La Sicilia occidentale prima degli Elimi
Fabio Martini, Università degli Studi di Firenze
Arte rupestre tra Paleolitico e Mesolitico
Marcello Piperno, Carmine Collina, Museo civico archeologico Biagio Greco di Mondragone
La Grotta dell’Uzzo (San Vito lo Capo, Trapani) nel contesto del Mediterraneo occidentale: storia delle ricerche e sistemi tecnici tra Mesolitico e Neolitico
Rafael M. Martínez Sánchez, José C. Martín de la Cruz, Universidad de Córdoba, Spagna
Bridging trenches. The Italian-Spanish collaboration in Contrada Stretto (2003-2006)

Ore 16.30 – Pausa caffè

Ore 17.00
L’Archeologia subacquea
Introduce Valeria Li Vigni, Soprintendenza del Mare
Ultimi ritrovamenti subacquei della Sicilia occidentale
William M. Murray, University of South Florida, USA (intervento on line)
Sebastiano Tusa e la Storiografia della Battaglia delle Isole Egadi
Timmy Gambin, University of Malta
I relitti profondi di Ustica e delle Egadi: la documentazione tridimensionale e il Museo Virtuale
Peter Campbell, Cranfield University, UK
La sfida nel tracciare e mappare il luogo della Battaglia delle Egadi
Jonathan Prag, University of Oxford, UK
Le iscrizioni sui rostri delle Egadi (intervento on line)

Ore 19.00
Discussione e interventi a cura dei funzionari e tecnici della Soprintendenza del Mare

 

Venerdì 05 novembre
Ore 9.00
Selinunte
Clemente Marconi, New York University, Milano
Sebastiano Tusa e Selinunte: un progetto di archeologia totale (intervento on line)
Dieter Mertens, già Direttore Istituto Archeologico Germanico di Roma
Le ricerche coordinate dall’Istituto Archeologico Germanico a Selinunte
Caterina Greco, Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas, Valeria Tardo, Università degli Studi di Palermo
Ceramiche d’importazione dal santuario della Malophoros di Selinunte. Un aggiornamento
Claudio Parisi Presicce, Musei Capitolini, Roma
Il santuario della Malophoros e le aree sacre limitrofe (intervento on line)

Ore 11.00 – Pausa caffè

Ore11.30
Mondo elimo e Sicilia occidentale
Francesca Spatafora, Archeologa
Gli Elimi tra storiografia e archeologia
Rossella Giglio, Parco Archeologico di Segesta
Segesta: nuove attività del Parco
Salvatore De Vincenzo, Università degli Studi della Tuscia, Chiara Blasetti Fantauzzi, Freie Universität Berlin / Einstein Center
Erice elima, punica e romana alla luce dei nuovi scavi

Ore 15.00
La Sicilia centro-occidentale
Assia Kysnu Ingoglia, Università degli Studi di Trento, Massimo Cultraro, Cnr-Ispc, Università degli Studi di Palermo
Da Roccazzo a Mokarta: modelli insediativi e dinamiche culturali tra Eneolitico e Bronzo Recente nella Sicilia occidentale
Stefano Vassallo, Archeologo
Il territorio dei Monti Sicani
Aurelio Burgio, Università degli Studi di Palermo
Dinamiche territoriali nella Sicilia occidentale: uno sguardo nella lunga durata

16.30 – Pausa caffè

Ore 17.00
Musei, museo diffuso e comunicazione
Rosalba Panvini, Università degli Studi di Catania
Dallo scavo alla valorizzazione. L’attività di Sebastiano Tusa nel campo della museografia
Enrico Giannitrapani, Cooperativa Arkeos, Enna
Lo sguardo oltre il mare. La preistoria della Sicilia centrale tra ricerca sul campo e archeologia pubblica (intervento on line)

18.00
Discussione

 

Sabato 06 novembre
0re 9.00
Pantelleria
Maurizio Cattani, Università di Bologna
Pantelleria e gli studi sulla preistoria siciliana di Sebastiano Tusa
Thomas Schaefer, Eberhard KarlsUniversität Tübingen
Pantelleria in età romana: i risultati delle recenti campagne esplorative (intervento on line)
Tomoo Mukai, Centre Camille Jullian, Université d’Aix-Marseille / CNRS, France
L’île de Pantelleria entre la Sicile et l’Afrique, vu par la céramique (intervento on line)

Ore 10.30
memoria e ricordo di Sebastiano Tusa
Proiezione del documentario Sulle orme di Sebastiano di Nicola Ferrari (Italia 2021)

Ore 11.00
Assegnazione Borse di Studio “Sebastiano Tusa per la ricerca archeologica”

Ore 11.30
Conclusioni
Oscar Belvedere

***

Coordinamento organizzativo
Rosi Pollara, Rossella Valentino

Segreteria
Antonino Frenda, Alessandro Bruno, Costanza Giallongo, Maria Randazzo, Iolanda Giuffrida, Roberta Giangrasso, Vito Polizzi, Giovanni Cassano

Informazioni
Fondazione Ignazio Buttitta
via Giovanni Di Giovanni, 14 – Palermo
tel. 091 7026433 – 339 1852655
fondazione.buttitta@yahoo.it
www.fondazioneignaziobuttitta.org
Prenotazione obbligatoria al n. 3285678119

Sede dei lavori
Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas
Piazza Olivella – Palermo

Green Pass obbligatorio

Sebastiano Tusa in memoriam (locandina 35x50)


 

COMUNICATO STAMPA

Convegno internazionale di studi “Percorsi di archeologia nella Sicilia occidentale. Sebastiano Tusa in memoriam (1952-2019)”.
Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas, 4-6 novembre 2021

A due anni dalla tragica scomparsa di Sebastiano Tusa, sembra essere maturo il tempo, al di là della liturgia della memoria, per una riflessione di tipo storiografico sulla sua personalità di studioso, attivo nella ricerca e nella tutela dei beni culturali siciliani, e sul suo contributo alla loro conoscenza. Partendo da questa esigenza, la Fondazione Ignazio Buttitta – con il sostegno del BCIF, in collaborazione con il Dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo e il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas– ha organizzato il convegno internazionale di studi “Percorsi di archeologia nella Sicilia occidentale. Sebastiano Tusa in memoriam (1952-2019)”, dedicandolo alla figura dell’intellettuale, ai molteplici aspetti della sua ricerca, sostanziatasi in decine di scavi, di interventi di tutela, di ricognizioni, e confluita poi, oltre che nella sua duplice attività di funzionario degli enti di tutela e di docente universitario, in una sterminata bibliografia ricca di centinaia di titoli.

“Percorsi di archeologia nella Sicilia occidentale. Sebastiano Tusa in memoriam (1952-2019)” si svolgerà dal 4 al 6 novembre 2021 al Museo Archeologico Antonino Salinas, in piazza Olivella a Palermo.

Il convegno si articolerà in una serie di percorsi tematici: la Sicilia occidentale prima degli Elimi; l’Archeologia subacquea; Selinunte; mondo elimo e Sicilia occidentale; la Sicilia centro-occidentale; musei, museo diffuso e comunicazione; Pantelleria. Ciascuno di essi è collegato alle attività di Sebastiano Tusa e si incentra nel territorio in cui lo studioso si trovò, in particolare modo, ad operare, ossia la Sicilia occidentale (in particolare le province di Palermo e Trapani).

Le relazioni sono affidate a studiosi di rilevanza internazionale, chiamati ad esaminare il contributo e ad illustrare il legato e gli sviluppi della ricerca iniziata da Tusa.

Nell’ambito del Convegno sarà presentato il documentario “Sulle orme di Sebastiano”, di Nicola Ferrari, e assegnate le tre borse di studio “Sebastiano Tusa per la ricerca archeologica in Sicilia”. Porteranno la loro testimonianza i familiari dello studioso scomparso e le autorità regionali e accademiche.

“Le attività dedicate a mio padre Sebastiano Tusa sono il frutto della collaborazione tra i suoi figli e la Fondazione Ignazio Buttitta – spiega Andrea Tusa -. In questa fase si tratta di un importante convegno e dell’assegnazione di tre borse di studio che rientrano in un progetto molto più ampio e articolato che si sviluppa nell’arco di due anni. Queste attività comprendono la sistemazione e l’inventario della biblioteca di mio padre, l’organizzazione e la realizzazione di un altro convegno a lui dedicato, le borse di studio, e lo svolgimento di indagini archeologiche in Sicilia. Spero vivamente – conclude Tusa – che questo progetto, sostenuto dal BCIF, possa costituire un punto di partenza per l’avvio di una serie di attività che possano contribuire seriamente a tenere viva la memoria di mio padre, dei suoi insegnamenti, e di tutto ciò che è riuscito a realizzare per la tutela, lo studio e la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico e culturale, e più in generale per la crescita culturale della nostra Sicilia.”

Per partecipare al Convegno occorre la prenotazione al n. 328 5678119 e il possesso di Green Pass.

Informazioni:
Fondazione Ignazio Buttitta – tel. 091 7026433 / 339 1852655 / 333 2188325
fondazione.buttitta@yahoo.it
www.fondazioneignaziobuttitta.org

Ufficio stampa:
Antonella Folgheretti – 3297408592
afolgheretti@gmail.com

pa satiro


 

Bando per l’assegnazione di n. 3 Borse di studio
“Sebastiano Tusa per la ricerca archeologica in Sicilia”

Scadenza 25 ottobre 2021

La Fondazione Ignazio Buttitta, con il sostegno del Boeing Community Investment Fund (“BCIF”), bandisce un concorso per l’assegnazione di n. 3 Borse di studio di € 2.500,00 dedicate a Sebastiano Tusa per la ricerca archeologica in Sicilia.

Le borse di studio sono riservate ai possessori di diploma di laurea magistrale in Archeologia (classe di Laurea LM-2) conseguito presso le Università di Palermo, Catania e Messina, che non abbiano compiuto 30 anni e che abbiano raggiunto almeno la votazione di 110/110 su tesi concluse negli a.a. 2019-2020 e 2020-2021.

Le borse saranno assegnate da una Commissione composta da docenti delle Università siciliane, da un rappresentante della Fondazione Ignazio Buttitta e da un rappresentante della famiglia di Sebastiano Tusa.

Le richieste di partecipazione, accompagnate dal curriculum e dalla tesi di laurea in pdf, dovranno pervenire all’indirizzo email fondazione.buttitta@yahoo.it, entro e non oltre il 25 ottobre 2021.


 

La Fondazione Ignazio Buttitta esporrà le proprie pubblicazioni in occasione del Festival del libro
UNA MARINA DI LIBRI
12° edizione “Per l’alto mare aperto”
Palermo, Parco Villa Filippina
16 > 19 settembre 2021
Inaugurazione giovedì ore 16.30 Spazio Maestrale
***
Presentazione del volume
UOMO E COSMO NELLA STORIA
Paradigmi, miti, simboli
Ed. Fondazione Ignazio Buttitta, 2020

Spazio Levante, sabato 18 settembre ore 19

Si inaugura giovedì 16 settembre alle ore 16.30 la dodicesima edizione della manifestazione Una marina di libri. Anche questa edizione, dal tema “Per l’alto mare aperto”, è ricchissima di incontri e appuntamenti per adulti e bambini: dalle presentazioni ai reading, dalle tavole rotonde ai laboratori, dalle storiche rubriche Gli scrittori che ci mancano, Donne in amore, Marina Rolls agli eventi speciali.

Qui il programma completo: https://unamarinadilibri.it/wp-content/uploads/2021/09/programmaunamarinaEXE2021_web_compressed.pdf

Sabato 18 settembre alle ore 19 presso lo Spazio Levante si svolgerà la presentazione del volume Uomo e cosmo nella storia. Paradigmi, miti, simboli. Atti del convegno tenutosi a Palermo dal 18 al 20 settembre 2019, Ed. Fondazione Buttitta, 2020.
Intervengono Ignazio E. Buttitta e Antonino La Barbera.

Informazioni per l’accesso:

Informazioni e biglietti – Una marina di libri 2021


Parco Villa Filippina, Piazza San Francesco di Paola, 18
La manifestazione si chiuderà il 19 settembre alle ore 24.00

Bozza invito una marina di libri 2021 ok


 

CHIUSURA ESTIVA

SI COMUNICA CHE GLI UFFICI DELLA FONDAZIONE IGNAZIO BUTTITTA SARANNO CHIUSI DAL 9 AL 31 AGOSTO 2021

LA BIBLIOTECA DELLA CULTURA SICILIANA (PALAZZO TARALLO) SARA’ CHIUSA DAL 2 AL 22 AGOSTO 2021.
Per comunicazioni urgenti scrivere all’indirizzo fondazione.buttitta@yahoo.it


 

Comunicato stampa

LA PELLE NUOVA

Testi Ignazio Buttitta
Musiche Bobo Santo Otera e Gabriele Ferrarese
Voce Bobo Santo Otera

A cura di Emanuele Buttitta
Edizioni Fondazione Ignazio Buttitta

La Fondazione Ignazio Buttitta ha pubblicato il Cd La Pelle Nuova (2021), quinta delle produzioni discografiche dedicate al Poeta bagherese, tutte curate da Emanuele Buttitta.
Moltissimi i cantanti e i musicisti che nell’ultimo mezzo secolo hanno interpretato i testi di Ignazio Buttitta: tra questi Bobo Santo Otera, fondatore, cantante e performer della Taberna Mylaensis, che negli ultimi due anni ha dedicato gran parte della sua attività all’approfondimento delle poesie di impegno civile e di alcune liriche d’amore meno eseguite in passato ma non per questo di minor valore. Otera, con la collaborazione di Gabriele Ferrarese, ha composto melodie nuove poiché “È necessario raccontare, cioè ordinare: un cuntu imprevisto e sorprendente, di quella vita mia che ancora si dipana: amicizia, musica, politica; il primo incontro con Ignazio: cercare la musica dentro i suoi versi, cantarlo”, come lui stesso afferma nell’introduzione del Cd. E la melodia, o meglio, l’ambiente musicale del disco, è una colonna sonora fatta di strutture classiche, archi e sintetizzatori; un paesaggio sonoro (il treno, la strage, il “mi manchi” delle sue splendide canzoni d’amore) che vuole rappresentare l’immortalità dei versi di Buttitta, fuori dalle musiche convenzionali dove scrivere è una cosa, suonare un’altra e ascoltare un’altra ancora.
Ma l’aspetto più interessante è che con Otera il Poeta è cantato sia in siciliano sia in italiano. Ciò permette che i significati testuali della letteratura sui temi del lavoro, della mafia, dell’emigrazione, del dolore, dell’amore possano giungere limpidamente non più solo al pubblico isolano ma a tutto il pubblico nazionale. Al di là di ogni idillio etnico, paradossalmente, cantare in italiano Buttitta è rappresentare in modo chiaro a un pubblico più vasto una identità culturale specifica. A questo proposito, nella sua introduzione Emanuele Buttitta scrive: “La letteratura vale per i significati che veicola, per la implacabile verità del verso: è necessario renderla immediatamente comprensibile. È stato tradotto e letto in tante lingue, cantato solamente in siciliano. Bisogna farlo in tutti gli idiomi del mondo. Acerrimo nemico del mito romantico delle identità nazionali, della specificità conforme dei popoli, mio nonno, comunista e cosmopolita, affermava il valore di un’antica stratificata cultura, perché pensava che avesse qualcosa da dire nella costruzione di un mondo più giusto, più equo: di uguali; e di conseguenza, marxianamente, anche nella edificazione di una identità condivisa”.
Quindici le tracce contenute nel Cd, dalle più celebri Lingua e dialetto e Non mi lasciare solo, alle meno conosciute Tu non ci sei e Da stasera a domani, attraverso le quali, dice Emanuele Buttitta “Bobo, cantando in italiano, ha valorizzato pure la dimensione lirica dell’Opera: poesie mai note e anche da me dimenticate; gli ha fatto una pelle nuova.”
Alcuni brani sono stati presentati in anteprima in occasione della edizione 2021 del Festival Fino al cuore della rivolta organizzato da Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani di Fosdinovo.
Il Cd è realizzato con il contributo del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana e del Ministero della Cultura, Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali.
Per informazioni: fondazione.buttitta@yahoo.it

immagine per comunicazione


 

AVVISO

Si informa che gli uffici della Fondazione Ignazio Buttitta (via Giovanni Di Giovanni, 14 – 90139 Palermo) saranno aperti, a partire dal 1° marzo 2021,
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 14.00.
Gli appuntamenti devono essere concordati telefonicamente chiamando il numero 091 7026433.
Si comunica inoltre che la Biblioteca della Cultura Siciliana (Palazzo Tarallo, via delle Pergole 74 – 90134 Palermo) sarà aperta,
a partire dall’8 marzo 2021, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
Le visite dovranno essere prenotate chiamando il numero 380 7804677.


 

Comunicazione DPCM del 25 ottobre 2020

Si comunica che a seguito del DPCM del 25 ottobre 2020 gli uffici della Fondazione Ignazio Buttitta rimarranno chiusi e pertanto il personale sarà raggiungibile alla mail fondazione.buttitta@yahoo.it, al n. 333 2188325 e, per questioni amministrative, al n. 339 1852655.
Si informa inoltre che la Biblioteca della Cultura Siciliana (Palazzo Tarallo, via delle Pergole 74 – Palermo) è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Le visite dovranno essere prenotate chiamando il numero 380 7804677.


 

CONVEGNO “TRADIZIONI POPOLARI ANTICHE E MODERNE”

23 OTTOBRE 2020

La Fondazione Ignazio Buttitta patrocina il Convegno “Tradizioni popolari antiche e moderne”, promosso dalla Delegazione AICC “Antico e moderno”
in occasione della Giornata Nazionale della Tradizioni Popolari.

 

Programma:

Ore 11.00-13.00: Laboratori di tradizioni e mestieri antichi e moderni per le classi partecipanti.

Ore 15.00-19-00: Convegno. Intervengono: Ignazio E. Buttitta e Maurizio Bettini. Coordina: Emanuele Lelli.

Saranno collegate realtà storiche e museali da Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Prenotazioni entro il 17 ottobre.

La partecipazione al convegno è valida per i docenti ai fini della formazione in servizio, per gli studenti è utile ai fini del conseguimento di crediti formativi. A tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato.

Il convegno si terrà online sulla piattaforma meet.

Per iscriversi, si prega di scrivere a: aicc.anticoemoderno@gmail.com


Cinque per mille 2020 alla Fondazione Ignazio Buttitta
C.F. 90010340827

La Fondazione Ignazio Buttitta è stata costituita il 4 luglio 2005. Intestata al celebre poeta dialettale di Bagheria, essa nasce per volontà del figlio Antonino Buttitta, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Palermo. L’Assemblea Regionale Siciliana, con Legge Regionale n. 2 del 4 marzo 2005, ne ha riconosciuto l’istituzione.

La Fondazione Ignazio Buttitta non persegue fini di lucro e si propone come prescritto dall’art. n. 1 dello Statuto: “la tutela, lo studio e lo sviluppo della cultura siciliana in tutti i suoi aspetti storici, sociali, artistici e antropologici”. Per il raggiungimento dei suoi scopi promuove conferenze, congressi, mostre, assegna borse di studio, favorisce attività didattiche per studenti di ogni ordine e grado, sostiene ricerche d’archivio, ricerche sul campo e rilievi fotografici e audiovisuali sulla cultura orale e materiale, assumendosi ogni iniziativa di natura editoriale ritenuta coerente con le proprie ragioni istitutive.
Per donare il 5 per mille alla Fondazione Ignazio Buttita occorre firmare la dichiarazione dei redditi (730, CUD, Certificazione Unica) nello spazio “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett A, del D.Lgs. N. 460 del 1997” e indicare il codice fiscale 90010340827.
Tutte le iniziative culturali e le pubblicazioni edite dalla Fondazione Ignazio Buttitta sono offerte a titolo gratuite e sono consultabili nel sito www.fondazioneignaziobuttitta.org

Per maggiori informazioni sul cinque per mille e sulle attività della Fondazione Ignazio Buttitta telefonare al numero 333 2188325.


Buttitta, la ricchezza del poeta dei poveri

L’ANNIVERSARIO Ignazio Buttitta. Chi lo ricorda ha un buon motivo per ripensare ai suoi versi e, opportunamente rileggendoli, riassaporare le rime impeccabili, gli arcaici suoni. Chi niente sa di lui, farebbe bene a curiosare in rete o nei dizionari di letteratura per imparare a conoscere uno dei più grandi poeti italiani del secondo Novecento italiano. E che Buttitta scrivesse le sue poesie in dialetto siciliano (palermitano, è bene specificare, considerata la differenza tra le varie parlate dell’ isola), non autorizza a liquidarlo come un verseggiatore dialettale, a meno che non si dica che è la Sicilia a spiegare Buttitta, come è Buttitta a spiegare la Sicilia. Pochi poeti come lui hanno dato voce alla vasta e storicamente martoriata regione che gli diede i natali, meno ancora ne hanno saputo rendere l’ endemico dramma dell’ emarginazione, della violenza, della miseria, delle lotte (regolarmente perse) dei ceti più deboli. In poche parole, Ignazio Buttitta è stato un poeta di frontiera: l’ inesplicabile, irredimibile frontiera siciliana.
LA VITA Nato nel 1899 (domani, 19 settembre, è il centoventesimo anniversario), Buttitta fu un ragazzo del 99, vale a dire uno di quegli italiani mandati a combattere ancora ragazzi sul finire della Prima guerra mondiale. Questo, assieme alle sue umili origini, lo segnò, ne tracciò il destino di poeta sempre alla ricerca di un mondo migliore, di un’ impossibile giustizia, del riscatto dei più deboli e dei meno garantiti; riscatto che va ricordato non ci fu ai tempi suoi e non c’ è oggi. Scrisse di lui il suo compaesano Renato Guttuso (entrambi di Bagheria, grosso paese quasi attaccato a Palermo): «Ero un bambino di dieci o dodici anni e ricordo, una sera, un corteo con una bandiera rossa, la prima bandiera rossa della mia vita. In testa a quel corteo c’ era Ignazio, il poeta Buttitta, che aveva stampato il suo primo libro di poesie, Sintimintali».
La bandiera rossa non più in mano, ma con essa sempre davanti agli occhi, altri importanti libri avrebbe scritto il poeta dei poveri.
Tra questi, La peddi nova (1963), La paglia bruciata (1968), Io faccio il poeta (1972), Il poeta in piazza (1974), Pietre nere (1983). Tradotti in svariate lingue, anche in cinese, le sue poesie e cantate hanno il sapore di una terra la sua , di un popolo il suo , di una straordinaria testimonianza umana e politica. Soprattutto politica, perché nella vicenda esistenziale e artistica di Buttitta, poesia e politica sono inseparabili. Per questo fu ammirato da Salvatore Quasimodo, il quale tradusse in italiano la sua prima raccolta di versi Lu pani si chiama pani (Il pane si chiama pane, 1954); per questo Pier Paolo Pasolini lo considerava uno dei più grandi poeti. Fu Pasolini, particolare importante nella bio-bibliografia di Buttitta, a suggerire il titolo per uno dei suoi libri più belli: La peddi nova (La pelle nuova).
Nell’ edizione Feltrinelli questo importante volume ebbe la prefazione di Carlo Levi, il quale inquadrò l’ autore nella grande tradizione dei trovatori siciliani («La tradizione dei cantastorie, che vanno di villaggio in villaggio, sulle piazze o nei teatri e cinematografi, e raccolgono le folle ai loro versi e alle loro antiche cantilene, non si è mai interrotta: nei versi e nella chitarra di Ciccio Busacca ritrovi lo schema del passato e le vicende attuali dei banditi, della mafia, dei contadini, dei sindacalisti, del popolo»). Con Ciccio Busacca che ne cantava i versi, negli anni Sessanta Buttitta conquistò il pubblico del Piccolo Teatro di Milano. Ma non solo il grande Busacca va legato alla straordinaria vicenda del poeta, perché, grazie alla sua straziata e straziante voce, anche Rosa Balistreri seppe magicamente tradurre in canto la sostanza, la passione, la rabbia, la speranza di quei versi indimenticabili.
L’ ASPETTO Buttita era un poeta anche nell’ aspetto. Uno di quegli individui chi ha avuto il privilegio di conoscerlo lo sa bene che anche visti da lontano fanno subito pensare a un poeta, alla poesia. Lo era fisicamente, poeta: nel parlare con quella voce ferrosa e antica; nel gesticolare, nel muoversi con quel suo atteggiamento tipico di chi vorrebbe acchiappare il cielo con le mani. Gianfranco Contini in proposito parlò di «esecuzione fisica». Per questo la scomparsa di Ignazio Buttitta (1997) fu una grave mancanza per la poesia e per il teatro che da essa, a volte, può scaturire. Per fortuna esistono e sono in commercio alcune registrazioni delle sue tante esibizioni in pubblico (recital li chiamava lui con una punta di civetteria). E che successo, quegli spettacoli, e che sorpresa per gli spettatori, essendo come si è detto lui stesso, la sua stessa persona a fare spettacolo. E non si limitava a declamare le sue poesie, Buttitta. Nelle esibizioni ampio spazio dedicava ai propri ricordi, agli irresistibili racconti, molti dei quali ambientati a Bagheria (non a caso il paese dov’ è nato anche Giuseppe Tornatore).

Matteo Collura

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