Presentazione del volume Antropologia e letteratura – di Antonino ed Emanuele Buttitta – Sellerio Editore

Palermo, Libreria Modus Vivendi

Domenica 11 febbraio 2018, ore 11.00

Presentazione del volume

Antropologia e letteratura

di Antonino ed Emanuele Buttitta

Sellerio editore Palermo

Domenica 11 febbraio alle ore 11.00, a Palermo, presso la Libreria Modus Vivendi (via Quintino Sella 79) Pietro Clemente e Alessio Giannanti discuteranno con Emanuele Buttitta di Antropologia e letteratura (Sellerio editore Palermo), il volume scritto insieme al padre Antonino, uno degli intellettuali che hanno segnato gli studi antropologici in Italia negli ultimi cinquant’anni.

In Antropologia e letteratura, gli autori, utilizzando concetti e strumenti di analisi propri dell’Antropologia, studiano i testi letterari per enuclearne i significati, intendere la concezione del mondo dei loro autori e, attraverso essa,  comprendere L’Uomo.

Si tratta, dunque, in primo luogo di una ricerca che consente di riconoscere che la letteratura è strumento essenziale per la comprensione della cultura popolare, ove motivi e forme della tradizione vi siano assunti; e che la lettura dei fatti e dei fenomeni di interesse demologico presenti negli scritti di singoli autori è necessaria alla loro interpretazione e collocazione storico-culturale.

Ma è in definitiva un percorso che li porta a rilevare la maggiore potenzialità veridica della letteratura sull’uomo rispetto alle scienze umane e alla stessa Antropologia; e a spiegarne le ragioni. «Lo scrittore, cercando l’uomo, trova gli uomini; l’antropologo, ma anche il sociologo, lo storico, etc., osservando gli uomini, troppo spesso perdono l’uomo. Il mondo si trasforma in un regno di astrazioni quantitative. I vivi e i morti si contano in numeri e dispare quanto di attese e passioni, gioia e pena, sostanzia e rende reale la loro esistenza. Si perde insomma l’identità e si dissolve la tensione invisibile che, pur occultandosi nei loro atti, di fatto li anima e li fa vivere. Si tratta però di rare eccezioni. Quale antropologo, ma anche sociologo, storico ha restituito la società russa o centro e sudamericana, di un preciso tempo, come Gògol e Tolstoj, Carpentier e García Márquez?» (A. Buttitta). Si tratta di uno dei temi oggi più discussi nel dibattito epistemologico delle scienze storiche, antropologiche e letterarie.

Informazioni:

Fondazione Ignazio Buttitta

info@fondazionebuttitta.it

tel. 091 7026433 / 333 2188325

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Convegno di studi – Identità e Linguaggio – Nel ricordo di Antonino Buttitta

Convegno di studi 

Identità e Linguaggio

Parole, cose, fatti della cultura tradizionale siciliana

Nel ricordo di Antonino Buttitta

Il Centro studi filologici e linguistici siciliani insieme con  la Fondazione Ignazio Buttitta, il Centro Studi Zabùt e il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino organizzano, nelle giornate del 14 e 15 dicembre 2017, presso la Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale dell’Università di Palermo (ex Facoltà di Lettere e filosofia – edificio 12, Aula Magna) un Convegno di studi che rifletta sull’identità linguistica e sulla cultura tradizionale siciliana.

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Etnografie del contemporaneo 2016 programma-identita-e-linguaggio-14-15-12-2017-page-002

IL SACRO DEGLI ALTRI – Culti e pratiche rituali dei migranti in Sicilia

IL SACRO DEGLI ALTRI

Culti e pratiche rituali dei migranti in Sicilia

Immagini di Attilio Russo e Giuseppe Muccio

Comitato scientifico

Sergio Todesco, Ignazio Buttitta, Sergio Bonanzinga, Rosario Perricone, Monica Modica

Cura e allestimento di Monica Modica

Palermo, Teatro Mediterraneo Occupato

24 novembre 2017, ore 18

 

La Fondazione Ignazio Buttitta nell’intendimento di valorizzare e promuovere la conoscenza dell’attività svolta da fotografi siciliani, inaugura il 24 novembre alle ore 18 a Palermo presso il Teatro Mediterraneo Occupato  (Via Martin Luther King , Padiglione 1, Fiera del Mediterraneo) la mostra fotografica IL SACRO DEGLI ALTRI. Culti e pratiche rituali dei migranti in Sicilia, volta alla conoscenza dei culti e delle pratiche rituali dei migranti in Sicilia. Le immagini sono di Attilio Russo e Giuseppe Muccio, il Comitato scientifico è composto da Sergio Todesco, Ignazio Buttitta, Sergio Bonanzinga, Rosario Perricone e Monica Modica; la cura e l’allestimento sono di Monica Modica.

 

La mostra propone 70 straordinarie immagini provenienti da diverse località siciliane e una presentazione  digitale di circa 300 immagini in slide multimediale che documentano,  in tutta la loro variegata fenomenologia, la quantità e qualità dei culti introdotti dalle comunità di migranti che, per varie ragioni e in tempi diversi, si sono stanziate in Sicilia arricchendone il panorama demografico e culturale. Saranno esposte immagini dei culti dei Buddisti di Catania, degli Induisti e dei Tamil di Palermo, dei Musulmani di Palermo e Catania, dei Buddisti di Comiso e Messina,  degli Ebrei di Siracusa e degli Induisti di Catania.

Autori delle immagini sono il messinese Attilio Russo ed il siracusano Giuseppe Muccio, da decenni impegnati nella documentazione delle feste religiose e delle pratiche cultuali siciliane. Essi ci offrono attraverso questo originale portfolio una dimostrazione di come il nostro territorio sia divenuto spazio di pratiche sacrali e di atti di interlocuzione con la divinità assai distanti, e per forma e per contenuti, dalle nostre fedi e dalle nostre tradizioni religiose. Lo fanno con uno sguardo “antropologico” cui sono sottese un’umana partecipazione, una lucida comprensione delle culture tutte, la cui mirabile varietà non viene mai avvertita come un problema quanto piuttosto come un arricchimento.

L’esposizione è accompagnata da musiche, salmodie, recitazioni e canti selezionati da Sergio Bonanzinga.

La mostra, promossa alla Fondazione Ignazio Buttitta in collaborazione con il Teatro Mediterraneo Occupato e con l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari / Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino,  sarà inaugurata il 24 novembre alle ore 18 e sarà visitabile fino al 4 dicembre dalle ore 16 alle ore 20.

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Il Sacro degli Altri (pieghevole 18x18)

Premio Internazionale Giuseppe Cocchiara per gli Studi Demo-Etno-Antropologici 2017

PALERMO / MISTRETTA

17 – 18 novembre 2017

Premio Internazionale Giuseppe Cocchiara per gli Studi Demo-Etno-Antropologici assegnato nel 2017 all’antropologa rumena Otilia Hedeșan

 Il 17 novembre 2017, alle ore 17 presso il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino a Palermo, si terrà cerimonia di consegna del Premio Internazionale Giuseppe Cocchiara per gli Studi Demo-Etno-Antropologici, istituito nel 2014 dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari in collaborazione con il Comune di Mistretta. Il premio è intestato al grande studioso che, nella prima metà del Novecento, partendo da Mistretta, sua città natale, ha gettato le basi di quella che poi fu l’antropologia moderna ed “è volto a dare giusto riconoscimento agli studiosi italiani e stranieri che, con le loro ricerche teoriche, metodologiche e sul campo, conducono indagini in diversi ambiti delle discipline demoetnoantropologiche riguardanti le differenti realtà socio-culturali. L’iniziativa del premio si colloca nel quadro dell’importanza che in Sicilia, già a partire dalla fine dell’Ottocento fino ad oggi, hanno avuto gli studi demo-etno-antropologici nel panorama intellettuale italiano con le attività di ricerca e documentazione etno-antropologiche condotte da Giuseppe Pitrè, Salvatore Salomone Marino, Giuseppe Cocchiara, Giuseppe Bonomo, Antonino Buttitta e Aurelio Rigoli.

 Nel 2017, la Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Palermo, la Fondazione Ignazio Buttitta e l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari – Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, con la partecipazione della Fondazione Federico II, nell’intento di creare momenti di incontro e di scambio nel comune obiettivo di sostenere lo studio e l’interesse per i beni demo-etno-antropologici italiani, si sono candidati a ospitare a Palermo la quarta edizione del Premio. La proposta è nata dalla volontà di sottolineare la rilevanza che Giuseppe Cocchiara ebbe nella città di Palermo, presso la cui Università fondò una scuola etnoantropologica che per decenni ha formato illustri studiosi e prodotto opere fondamentali per l’Antropologia internazionale.

 La Commissione (composta da tre rappresentanti delle discipline demoetnoantropologiche afferenti gli Atenei di Palermo, Catania e Messina, dalla Consulta Scientifica e dell’Assessore alla Cultura della Federazione Italiana Tradizioni Popolari oltre che da un rappresentante del Comune di Mistretta) nel 2017 ha deliberato di conferire il Premio a Otilia Hedeșan, etnologa rumena della West University di Timișoara (Romania).

Il riconoscimento, che negli anni ha acquisito prestigio e importanza, nel 2016 è stato assegnato a Luigi Maria Lombardi Satriani, nel 2015 a Nestor Garcia Canclini dell’Università di Città del Messico, nel 2014 a Antonino Buttitta dell’Università di Palermo.

 L’iniziativa prosegue il 18 novembre a Mistretta, presso il Palazzo della cultura Mastrogiovanni Tasca con un incontro previsto per le ore 10.30, coordinato dal Vice Sindaco di Mistretta Vincenzo Oieni, alla presenza del Sindaco Liborio Porracciolo, a cui parteciperanno il Direttore del Museo Etno-Antropologico Regionale di Mistretta, Giovanni Anastasio, il Dirigente scolastico dell’Istituto Manzoni Antonietta Amoroso. Nell’occasione il Presidente della FITP Benito Ripoli parlerà del conferimento del Premio a Otilia Hedeșan e la premiata illustrerà le ricerche sulle tradizioni culturali delle comunità rumene.

 

OTILIA HEDEŞAN (1962) è una etnologa rumena, docente di Civiltà Rumena e direttore della Scuola di Dottorato dell’Università di Timişoara.  Dal 2016 è coordinatrice del RHeA – Research Center for Heritage and Cultural Anthropology, dal 2014 Presidente dell’ASER – Romanian Ethnologic Sciences Association.  Dal 2008 al 2015 è stata membro della Commissione Nazionale Rumena per la tutela del Patrimonio immateriale. Ha condotto ricerche sulle tradizioni culturali delle comunità rumene come diaspora; sulla storiografia dell’etnologia rumena durante i periodi comunista e post-comunista; sulla mitologia dall’antichità fino ai giorni nostri e ricerche di campo sulle tradizioni popolari nelle seguenti regioni e paesi: Banat (regione sud-occidentale della Romania), Serbia (Banat, Valle Morava, Timoc Valley), Ungheria, Ucraina (Transcarpazia), Repubblica di Moldova. Tra le sue pubblicazioni: The memories of a prodigious storyteller: Mărioara Sârbu, Timișoara, Editura Universității de Vest, 2015, in cui vengono analizzate le memorie di Mărioara Sârbu, un narratore molto popolare di grande interesse per la documentazione etnografica; Do you understand me, my daughter…, Field notes from the Morava Valley, Bucureşti, Paideia, 2007 in cui si documenta una ricerca sul campo nella valle della Morava per individuare i sistemi di conservazione e di recupero del folklore come patrimonio identitario di una minoranza; The anthropology reader´s anxiousness, Timişoara, Marineasa, 2006, in cui vengono affrontate le  problematiche che emergono nelle indagini antropologiche e che coinvolgono gli studiosi nei diversi momenti e aspetti delle ricerche; Folklore. What do we do with it?, Timişoara, Editura Universităţii de Vest, 2001, Nell’opera viene impostato un quesito particolarmente interessante che ha caratterizzato il dibattito etno-antropologico degli ultimi tempi. Sulla storiografia folklorica rumena è particolarmente interessante il lavoro pubblicato in collaborazione con Marcel Cornis-Pope sul folklore nella letteratura rumena The Question of Folklore in Romanian Literary Culture, în History of the Literary Cultures of East-Central Europe, Virginia Commonwealth University / University of Amsterdam, 2007. Sempre del 2007 è Seven essays about the undead, lavoro premiato dall’Unione degli Scrittori Rumeni, sede di Timisoara, nella sezione “saggio critico-letterario”. Nell’opera sono raccolti sette saggi su operatori nel settore del cosiddetto “sacro” in opposizione al profano. In particolare, il lavoro si basa su racconti popolari che riguardano demoni (non morti o fantasmi), ovvero, creature fantastiche, spiriti maligni che non possono trovare riposo e tornano ad infastidire i vivi, fenomeno che, per certi aspetti, rimanderebbe alla tradizione rumena dei vampiri. Otilia Hedeşan ha pubblicato altri lavori in opere collettanee affrontando, per esempio, l’importanza della tutela e valorizzazione dei beni immateriali in Romania (2009) e il ruolo delle donne rumene in Ungheria (2017).

 Il Premio Internazionale Giuseppe Cocchiara per gli Studi Demo-Etno-Antropologici 2017 è promosso dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari e dal Comune di Mistretta con la collaborazione della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Palermo, della Fondazione Ignazio Buttitta e l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari – Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, con il sostegno della Fondazione Federico II e il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana e del Comune di Palermo.

Premio Cocchiara (pieghevole 10,5x21)


Premio Cocchiara (pieghevole 10,5x21)

Fondazione Ignazio Buttitta

via Giovanni Di Giovanni n. 14 90139 Palermo

tel. 091 7026433 fax 091 9820398

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Scritture Migranti

Scritture migranti 6. Vento dell’est

Il 16 e il 17 novembre prossimi si terrà nella sede del Museo internazionale delle marionette A. Pasqualino la sesta edizione del seminario Scritture Migrati, promosso dal Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo e dalla Fondazione Ignazio Buttitta e con il coordinamento scientifico di Ignazio Buttitta, Kossi Komla-Ebri, Laura Restuccia e Giovanni Saverio Santangelo.
Questi scrittori, traendo ispirazione creativa da vicende personali, pagine di storia e cronaca, restituiscono nei loro testi, ancora una volta, il confronto tra le loro culture e le realtà che si trovano a vivere nel nostro Paese.

Il Seminario vedrà confrontarsi intorno a questo tema gli scrittori Kossi Komla-Ebri (Togo), Ingrid Beatrice Coman (Romania), Jarmila Očkayová, (Repubblica Slovacca), Arben Dedja (Albania), l’antropologo Ignazio Buttitta, gli studiosi di letterature Giovanni Saverio Santangelo, Laura Restuccia, Caterina Pastura e Antonino Velez.

L’iniziativa è promossa dalla Scuola di Scienze Umane e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Palermo, dalla Fondazione Ignazio Buttitta e dal Museo delle marionette Antonio Pasqualino, con il patrocinio del Comune di Palermo e della Casa editrice Mesogea.

Scritture Migranti 6

Scritture Migranti 6

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