Educazione linguistica e Patrimonio linguistico regionale

Educazione linguistica e Patrimonio linguistico regionale

Scuola e Università: un impegno condiviso per l’attuazione

della Legge Regionale 9/2011

 Mercoledì, 18 aprile 2018, ore 9.15

Palermo, Aula 11 del Polo Didattico (edificio 19 di viale delle Scienze)

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo e dal Centro di Studi filologici e linguistici siciliani, in collaborazione con il GISCEL-Sicilia e l’ASLI scuola e con il Patrocinio della Fondazione Ignazio Buttitta.

L’obiettivo della giornata di studio è fare il punto su quanto è stato fatto e resta da fare – nelle scuole e con le scuole – in merito all’attuazione della legge regionale “Norme sulla promozione, valorizzazione e insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole” nel più ampio contesto dell’educazione linguistica plurilingue.

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“Imperdonabili” – presentazione del libro di Marcello Veneziani

imperdonabili

Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

Domenica 25 marzo 2018, ore 10

Presentazione del volume

Imperdonabili

Cento ritratti di maestri sconvenienti

di Marcello Veneziani

Marsilio Editori

Insieme all’autore intervengono Ignazio Buttitta e Tommaso Romano

modera Rosario Perricone

Cosa accomuna Dante e Oriana Fallaci, Walter Benjamin e Yukio Mishima, Julius Evola e Umberto Eco? Ripensando alle voci che più lo hanno influenzato, Marcello Veneziani ha costruito un affascinante itinerario attraverso idee, opere e autori. Gran parte di questi può essere ricondotta a una particolare famiglia definita da Cristina Campo degli «Imperdonabili»: irregolari del pensiero che non si accontentarono del loro tempo, ma lo contraddissero, spesso creando nuove visuali o attingendo a tradizioni più antiche.

Percorrendo ambiti diversi – dalla filosofia alla letteratura, fino al grande giornalismo –, si raccontano tratti salienti, aspetti intriganti, sguardi e vite di ciascuno di questi maestri. Dai giganti, come Machiavelli e Schopenhauer, alle intelligenze pericolose di Michelstaedter e Heidegger; dagli spiriti inquieti di Wilde e Chatwin a Pirandello e Arendt, sismografi di un’epoca; dalle penne di Kraus e Guareschi, che hanno lasciato il segno, alle presenze oniriche e alle assenze profetiche di Goncarov e Zambrano: un ideario coerente, ma non organico, in cui si riflette la sensibilità di un conservatore curioso, a tratti reazionario, che ama la tradizione e pratica la ribellione, in rivolta contro le dominazioni della contemporaneità.

Un atlante di figure, scritture e pensieri.

Marcello Veneziani, giornalista e scrittore, ha fondato e diretto varie riviste. Ha scritto per diverse testate, tra cui «il Giornale», «Il Messaggero», «la Repubblica», «La Stampa», «L’Espresso» e «Panorama». Attualmente è editorialista de «Il Tempo». Autore di numerosi volumi, con Marsilio ha pubblicato Lettera agli italiani (2015), che ha ispirato un format teatrale portato in tour in tutta Italia, e Alla luce del mito (2017)

“Perchè non possiamo dirci “indipendendisti” – presentazione del volume

Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

Venerdì 23 marzo 2018, ore 18

 Presentazione del volume

Perché non possiamo non dirci «indipendentisti»

di Lanfranco Caminiti

DeriveApprodi, 2017

Intervengono, oltre all’autore, Gabriella Palermo e Monica Modica

Modera Rosario Perricone

Venerdì 23 marzo alle ore 18.00 si terrà presso il Museo Internazionale delle marionette Antonio Pasqualino (p.tta A. Pasqualino 5, trav. via Butera) la presentazione del nuovo libro di Lanfranco Caminiti Perché non possiamo non dirci «indipendentisti», edito nell’ottobre del 2017 da DeriveApprodi.

L’incontro è promosso dalla redazione Antudo.info, portale di informazione indipendentista, con la collaborazione di Zabùt- centro studi e di documentazione delle lotte sociali, della Fondazione Ignazio Buttitta e del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino e si inserisce nel quadro di iniziative atte alla promozione della cultura siciliana e alla ricostruzione della memoria identitaria del suo popolo.

Scrive Caminiti nel suo libro: “…L’indipendentismo è qualcosa da cui veniamo, che è alle nostre spalle, e verso il quale non possiamo mostrarci indifferenti: in molti sensi, non possiamo non dirci «indipendentisti». L’indipendenza, invece, è quello verso cui andiamo. Non in un indefinito futuro, ma qualcosa che dobbiamo preparare noi. Questa contraddizione va vissuta fino in fondo, estraniarsene significherebbe perdere uno straordinario veicolo sociale di comunicazione nel territorio cui le nostre pratiche di ribellione e lotta appartengono. È vero, può esserci ambiguità e fraintendimento, ma la purezza linguistica non è quello che ci interessa. Ci interessa, piuttosto, costruire pratiche di indipendenza, e queste non possono che essere spurie, avere dentro di sé delle aporie. Per usare un termine in voga, dei populismi.

Se il capitale ha invaso ogni anfratto della nostra vita quotidiana nel territorio, se il capitale estrae plusvalore dal territorio e dal suo lavoro vivo, significa che il territorio è ormai preda del capitale. L’alienazione del lavoro da sé è oramai alienazione del territorio da sé. Altro che liberare la Sicilia! Non è certo il capitale quello che vogliamo liberare. Dovremmo noi, liberarcene, liberarci dalla Sicilia, come vogliamo liberarci dai rapporti di capitale. Esiste invece, qui e ora, la contraddizione viva tra lavoro in potenza e capitale in atto: qui, nel territorio, ora, in Sicilia. La Sicilia è l’anello debole della forma-Stato della nazione Italia. Per questo lottiamo per l’indipendenza dai rapporti di capitale e non possiamo non dirci «indipendentisti»”.

Intervengono Lanfranco Caminiti, autore del libro; Gabriella Palermo, redazione Antudo.info; Modica Monica, Fondazione Ignazio Buttitta; modera Rosario Perricone, direttore del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino.

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Convegno Cultura Visuale in Italia. Prospettive della ricerca

La Fondazione Ignazio Buttitta patrocina il Convegno internazionale

CULTURA VISUALE IN ITALIA

Prospettive della ricerca

19-21 marzo 2018

Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

Dal 19 al 21 marzo si terrà presso il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino il convegno internazionale “Cultura visuale in Italia. Prospettive della ricerca”. Lunedì 19 si terranno le lezioni magistrali dei professori WJT Mitchell (University of Chicago) e Carlo Severi (EHESS) due protagonisti della cultura visuale contemporanea. Il Rettore, prof. Fabrizio Micari, consegnerà ai due insigni studiosi il sigillo dell’Università degli Studi di Palermo, anche per sottolineare che l’ateneo palermitano è stato il primo in Italia ad attivare l’insegnamento di “Cultura visuale” nei corsi magistrali di Scienze della Comunicazione tenuto dal prof. Michele Cometa, responsabile scientifico del convegno.
Seguirà il 20 e il 21 il colloquio internazionale dedicato al futuro della disciplina cui partecipano i più importanti rappresentanti della ricerca italiana e europea tra cui Mauro Carbone, Giovanni Careri, Vittorio Gallese, Alessandra Violi, Angela Mengoni, Roberto De Gaetano, Roberto Pinto, Krešimir Purgar e circa cinquanta altri studiosi accreditati.

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Presentazione del volume Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste – 23 Febbraio 2018

Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

Venerdì 23 febbraio 2018, ore 17.00

Presentazione del volume

Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste

di Cristina Battocletti

(La nave di Teseo)

Insieme all’autrice intervengono Ignazio Buttitta e Tommaso Romano

modera Rosario Perricone

La Fondazione Ignazio Buttitta, in collaborazione con Fondazione Thule Cultura, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino e Libreria Broadway, promuove un incontro con Cristina Battocletti, autrice del volume Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste, edito da La nave di Teseo. Insieme all’autrice intervengono Ignazio Buttitta e Tommaso Romano, modera Rosario Perricone.

Grazie a lettere, documenti mai visti e nuove testimonianze Cristina Battocletti compone un ritratto inedito del fondatore di Adelphi, Bobi Bazlen, partendo da Trieste, città dove è nato nel 1902: la scoperta di Svevo, di Kafka e Musil, il carteggio inedito con Pier Antonio Quarantotti Gambini, i retroscena del legame reciso con il poeta Umberto Saba e la figlia Linuccia. L’ombra lunga di una città che ha lasciato un segno indelebile nell’uomo che ha cambiato il volto della cultura europea del ‘900.

“Bobi Bazlen è un nome astruso, sconosciuto ai più, e pur con quel cognome poco italiano è stato uno degli uomini che maggiormente hanno influenzato la cultura del nostro paese nel dopoguerra. Sfuggente, misterioso, è rimasto “un’icona nell’ombra”.  Così inizia la ricognizione di una delle figure che hanno dato avvio al Novecento, fondatore assieme a Luciano Foà di Adelphi, consulente di Einaudi e delle più importanti case editrici italiane.

Cristina Battocletti,  grazie all’accesso a centinaia di documenti inediti e privati, racconta come Bobi Bazlen (Trieste 1902 – Milano 1965) sia all’origine della scoperta di Italo Svevo e della pubblicazione di molta letteratura mitteleuropea fino ad allora sconosciuta, tra cui Franz Kafka e Robert Musil. Capace di leggere indifferentemente in tedesco, italiano, inglese e francese indovinava il valore dei libri in base al fatto che avessero “il suono giusto”. Affascinato da oroscopi e mappe astrologiche, aveva una cultura vastissima che si spingeva fino all’antropologia e all’arte primitiva. Di madre ebrea e padre cristiano evangelico, da adulto abbracciò il taoismo e le filosofie orientali. Imprendibile, misterioso, bizzarro anche nel vestiario, è rimasto sempre nell’ombra. Chi era dunque, Roberto, Bobi, Bazlen? Perché ha lasciato fantasmi irrisolti? Perché era amato da tanti, come la poetessa Amelia Rosselli, e avversato da altri, come il regista Pier Paolo Pasolini e lo scrittore Alberto Moravia? Una vita piena di passioni, amicizie profonde e frequentazioni di intellettuali come Elsa Morante, sofferenze, sullo sfondo della grande storia del Novecento. Dalle mattinate passate nella bottega di Umberto Saba al dialogo ininterrotto con Eugenio Montale, all’avventura della psicoanalisi, con Edoardo Weiss e Ernst Bernhard, di cui fu uno dei primi pazienti. Questo libro racconta un Bazlen inedito, partendo da Trieste, che lasciò a 32 anni senza farvi (forse) più ritorno.

Cristina Battocletti, nata a Udine, è vice responsabile della “Domenica” del Sole 24 Ore. Critica cinematografica, ha pubblicato il suo primo testo, selezionato al Grinzane Cavour,  nei “Racconti del sabato sera” (Einaudi, 1995). Ha scritto a quattro mani la biografia di Boris Pahor, “Figlio di nessuno” (Rizzoli, 2012), Premio Manzoni come miglior romanzo storico. Nel 2015 ha pubblicato il romanzo “La mantella del diavolo” (Bompiani), che ha vinto il Premio Latisana per Il Nord Est ed è stato finalista ai Premi Bergamo, Rapallo e Asti.

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